Gli Aristogatti

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Poster promozionale spagnolo del film.

Gli Aristogatti (titolo ogirinale: The Aristocats) è un lungometraggio animato di genere comico e musical, diretto da Wolfgang Reitherman e prodotto dalla compagnia statunitense Walt Disney Productions nel 1970. Considerato il 20º classico Disney secondo il canone ufficiale, fu il primo lungometraggio cinematografico della compagnia prodotto dopo la morte di Walt Disney, ed ha come protagonisti gatti antropomorfi in forma feral, accompagnati da altri animali secondari come cani, topi, cavalli e oche, ed alcuni personaggi umani marginali.

Godette di recensioni generalmente positive, e fu registrato sul sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes con un punteggio complessivo del 66%[1]. Sulla rivista italiana di Topolino gli Aristogatti furono anche protagonisti di alcune brevi storie pubblicate tra il 1971 e il 1973.

Trama[modifica]

Ambientato a Parigi nel 1910 narra le avventure della gatta Duchessa e dei suoi cuccioli: Bizet, Matisse e Minou. La famiglia di gatti abita felice in una grande casa in stile classico assieme alla proprietaria Madame Adelaide, una benestante ex-cantante lirica affezionatissima ai suoi animali. A causa dell'età avanzata, Madame decide di fare testamento, lasciando ogni suo bene ai gatti ed in successione, alla morte di quest'ultimi, al maggiordomo Edgar. Ma sfortunatamente, quando convoca l'Avvocato George Hautecourt per redigere il testamento, la loro conversazione viene casualmente ascoltata da Edgar, che dopo un iniziale sconforto,provocato dall'"impossibilità" di vivere oltre ogni erede,decide di sbarazzarsi dei gatti.

Così, mentre Duchessa e i gattini si esercitano nella pittura, nel canto e al pianoforte come al solito, Edgar prepara loro una cena a base di sonnifero che in breve li fa cadere in un sonno profondo assieme al loro amico, il topolino Groviera. Nella notte poi, quando anche Madame dorme, carica Duchessa e i gattini su di un sidecar che guida fuori Parigi con l'intento di abbandonarli il più lontano possibile. Lungo la strada, però, incontra due cani, Napoleone e Lafayette, specializzati nell'assalire chiunque passi dalle loro parti.
Nella colluttazione che ne nasce, la culla contenente Duchessa e i gattini viene sbalzata via e termina sotto un ponte, in mezzo ai prati, mentre Edgar, in qualche maniera, riesce a sfuggire ai due cani. Nel frattempo scoppia un temporale e Madame, preoccupata che i gatti possano aver paura, realizza che sono scomparsi. Groviera, risvegliatosi, li va a cercare per la strada ma senza successo.

L'indomani ecco apparire a Duchessa un grosso gatto rosso, che canta e balla, Romeo. Il gatto è stato attratto dalla bellezza di Duchessa, anche perché, in un primo momento, non aveva notato i gattini nella culla. L'incontro con Romeo è provvidenziale. Dopo aver appreso da Duchessa che sia lei che i gattini devono ritornare da Madame Adelaide, decide di accompagnarli, facendoli salire sul furgoncino di un lattaio (quando quest'uomo frena di colpo, spaventato dall'arrivo improvviso di Romeo sul cofano). Romeo li ospita in una vecchia casa abbandonata, occupata dal gatto trombettiere Scat Cat e la sua gang di gatti randagi jazzisti, grandi amici di Romeo, i quali poi vanno di notte a suonare per strada, per poter lasciare libero il letto ai gattini.
Quando gli Aristogatti riescono a tornare a casa, Romeo decide di ritornare alla sua vita di gatto girovago, mentre Duchessa e i gattini vengono di nuovo rapiti da Edgar in un forno spento: egli ha intenzione di mandarli a Timbuctu in un baule.

Nel frattempo, il topolino Groviera avverte Romeo dell'accaduto, che si precipita al salvataggio, dopo aver mandato il topino a chiamare Scat Cat e i suoi compagni. Quando questi arrivano a destinazione, fungono da rinforzo per Romeo (alle prese con Edgar che tentava di inforcarlo), assalendo Edgar e insieme alla cavalla Frou Frou, riescono a far finire il maggiordomo nel baule destinato ai gatti, così quando arrivano gli addetti ai traslochi, caricano lui per Timbuctu. Alla fine delle disavventure, Madame Adelaide decide di adottare Romeo e di fondare una casa di riposo per tutti i gatti randagi di Parigi, quindi entreranno nella casa dell'anziana signora anche Scat Cat e i suoi compagni. Il finale del film vede proprio tutti i personaggi animali della storia in una stanza che cantano e ballano tutti insieme "tutti quanti voglion fare jazz".

Personaggi[modifica]

Animali[modifica]

  • Romeo, è un grosso gatto vagabondo rossiccio. Le sue origini sono italiane (romane per la precisone), lui è "Er mejo der Colosseo" (nell'edizione originale è di origini irlandesi e il suo nome è Abraham de Lacy Giuseppe Casey Thomas O'Malley, più semplicemente Thomas O'Malley). È un bravo cantante e poeta rubacuori. È anche il primo a vedere lo spirito selvaggio di Matisse ed a rimanerne colpito.
  • Duchessa, una raffinata gatta bianca di città dalla pelliccia bianchissima e con splendidi occhi azzurri. Come la sua padrona, di cui rappresenta un alter ego, vede il meglio nelle persone ed è inesperta del mondo esterno. Alla fine del film si metterà con Romeo.
  • Minou, è l'unica micetta femmina della cucciolata di Duchessa, bianca come la madre. Come una vera piccola neo aristocratica si esercita a cantare, ma dopo l'incontro con Romeo inizierà ad apprezzare il jazz. È un'inguaribile romantica, ma anche altezzosa e superba con i fratelli; non solo è molto prepotente a volte, ma crede anche che, essendo femmina, sia la migliore dei tre gattini, pur essendo fisicamente più debole e soggetta ad incidenti. Nella versione originale si chiama Marie.
  • Matisse, fratello di Minou e di Bizet, è l'artista del gruppo. È di colore rossiccio-arancione, e dall'aspetto morbido e paffuto; dipinge ed ha inclinazione per la nascente pittura espressionista (con rimandi a Mira e Baj). E' anche di indole selvaggia ed agressiva dato che aspira a incontrare un duro gatto randagio; a volte si comporta in modo molto rude, e spesso dà sui nervi a Minou e Bizet. Sia nella versione italiana che in quella originale il nome del gattino è ispirato ad un pittore francese, solo che in originale il personaggio si chiama Toulouse in onore di Henri de Toulouse-Lautrec, mentre nella versione italiana è ispirato a Henri Matisse.
  • Bizet, fratello di Minou e di Matisse, suona il piano ed ha la tendenza per la boxe anche se a volte mostra un atteggiamento un po' timido e schivo. È di colore nero. Il nome di Bizet, nella versione originale è Berlioz in onore dell'omonimo compositore, così nella versione italiana Georges Bizet.
  • Il quartetto di Scat Cat formato da gatti di varia specie e nazionalità. Sono tutti musicisti jazz.
    • Scat Cat, grigio con bombetta. Suona la tromba e canta, come i grandi musicisti neri americani. Chiara la caricatura di Louis Armstrong, a cui il personaggio era dedicato e da cui doveva anche essere doppiato.
    • Shun Gon, il gatto cinese (Siamese), giallo con occhi a mandorla di colore azzurro e gli incisivi leggermente sporgenti. Suona la batteria e il pianoforte. È ispirato a Si ed Am del film Lilli e il vagabondo, anche se a differenza loro lui è buono.
    • Hit Cat, l'inglese, ha il look da hippie e suona la chitarra acustica, proprio come John Lennon, del quale è chiaramente la caricatura.
    • Billy Boss, il russo (Blu di Russia), grosso e a pelo lungo, con voce baritonale. Si nota la sua nazionalità quando, incoraggiando il Siamese, dice: "Cuorraggio, tovarish!". Suona il contrabbasso.
    • Peppo, l'italiano, marrone con accento siciliano. Suona la fisarmonica.
  • Guendalina Blabla e Adelina Blabla (Abigail e Amelia Gobble), oche migratorie. Provengono dalla Gran Bretagna, e sia dall'aspetto che dal carattere si capisce che sono campagnole e Giulie, nonché inopportune. Sono anche di idee conservatrici, le quali si notano quando cominciano a criticare Romeo definendolo un degenerato perché creduto da loro l'amante di Duchessa e padre dei suoi figli (in un breve dialogo citano anche la frenologia guardando la fisionomia del viso di Romeo, accostandola a quella del criminale comune).
  • Zio Reginaldo (Uncle Waldo), parente di Guendalina e Adelina, è un'oca maschio che rischia di essere cucinata al "Petit café" di Parigi. Ama molto bere, difatti è quasi sempre ubriaco e con un cappello da barbone.
  • Groviera (Roquefort), un minuscolo topo d'appartamento, amico degli Aristogatti. Ha l'orecchio assoluto per i lucchetti e, quando esce, ha un completo simile a Basil l'investigatopo ma di colore rosso.
  • Napoleone e Lafayette, due vecchi cani di campagna (un bloodhound ed un basset hound) con cui il maggiordomo Edgar ha la disavventura di imbattersi. Nella versione italiana sono doppiati con forte accento lombardo. Si comportano come se fossero generale e soldato (ampliato anche dalla scelta dei loro nomi), nonostante si dichiarino amici. Spesso, quando Lafayette dà un suggerimento (dimostrando talvolta di essere più arguto di Napoleone), Napoleone insista fermamente sul fatto che lui è il capo e procede ad adottare il suggerimento di Lafayette come suo. Napoleone è dotato, in oltre, di un udito finissimo, che gli consente di riuscire a capire a chi o che cosa appartiene (come motori a scoppio o passi di scarpe).
  • Frou Frou, la cavalla di Madame, amica di Groviera e degli Aristogatti. Nonostante all'apparenza sembri fragile e debole, ha una forza fisica eccezionale ed una caparbietà impressionante.

Umani[modifica]

  • Madame Adelaide Bonfamille, un'ex cantante lirica e padrona di Duchessa e i suoi gattini. Non ha parenti in vita e neanche conoscenti, per questo considera gli Aristogatti la sua famiglia a cui lascerà la sua cospiqua eredità. E' una donna anziana di grande fascino e molto elegante, buona, gentile e dalle impeccabili buone maniere.
  • Georges Hautecourt, l'avvocato e amico di Madame Bonfamille, un vecchio vivace, arzillo e allegro ma anche parecchio eccentrico che nega la sua vecchiaia e addirittura si rifiuta di accettare l'offerta di Edgar di usare l'ascensore (che egli definisce sarcasticamente una gabbia per uccelli) invece della lunga scalinata, con conseguente caos ai danni del povero Edgar. Sembra che tra lui ed Adelaide ci sia stato del tenero in gioventù, cosa che lui non fa altro che rimembrare ad ogni loro incontro.
  • Edgar, l'antagonista principale del film, maggiordomo di Madame Adelaide. Egli spera di sbarazzarsi dei gatti al fine di ereditare subito la fortuna di Adelaide. In qualche modo ha un senso di moralità, poiché sceglie di rapirli ed abbandonarli piuttosto che ucciderli. E' anche molto ingenuo e poco intelligennte dato che, egli è convinto che un gruppo di gatti possano davvero amministrare una fortuna tra le zampe e che tutti abbiano una vita prolungata per il fatto di possederne nove; per questi motivi egli architetterà un piano che diverrà sempère più macchiavellico fino a che non gli si ritorcerà contro.

Vedi anche[modifica]

Link esterni[modifica]

Referenze[modifica]

  1. The Aristocats su Rotten Tomatoes.